#DonneInArte e🌙 #FiglieDellaLuna 🌙 Elogio delle bambine ed i bambini

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Affetti Diversi Bob J.Anderson

Bob J.Anderson

Peter Handke, Elogio dell’infanzia

Quando il bambino era bambino,
camminava con le braccia ciondoloni,
voleva che il ruscello fosse un fiume,
il fiume un torrente
e questa pozzanghera il mare.

Quando il bambino era bambino,
non sapeva di essere un bambino,
per lui tutto aveva un’anima
e tutte le anime erano un tutt’uno.

Quando il bambino era bambino
non aveva opinioni su nulla,
non aveva abitudini,
sedeva spesso con le gambe incrociate,
e di colpo si metteva a correre,
aveva un vortice tra i capelli
e non faceva facce da fotografo.

Quando il bambino era bambino,
era l’epoca di queste domande:
perché io sono io, e perché non sei tu?
perché sono qui, e perché non sono lì?
quando comincia il tempo, e dove finisce lo spazio?
la vita sotto il sole è forse solo un sogno?
non è solo l’apparenza di un mondo davanti al mondo
quello che vedo, sento e odoro?
c’è veramente il male e gente veramente cattiva?
come può essere che io, che sono io,
non c’ero prima di diventare,
e che, una volta, io, che sono io,
non sarò più quello che sono?

Quando il bambino era bambino,
si strozzava con gli spinaci, i piselli, il riso al latte,
e con il cavolfiore bollito,
e adesso mangia tutto questo, e non solo per necessità.

Quando il bambino era bambino,
una volta si svegliò in un letto sconosciuto,
e adesso questo gli succede sempre.
Molte persone gli sembravano belle,
e adesso questo gli succede solo in qualche raro caso di fortuna.

Si immaginava chiaramente il Paradiso,
e adesso riesce appena a sospettarlo,
non riusciva a immaginarsi il nulla,
e oggi trema alla sua idea.

Quando il bambino era bambino,
giocava con entusiasmo,
e, adesso, è tutto immerso nella cosa come allora,
soltanto quando questa cosa è il suo lavoro.

Quando il bambino era bambino,
per nutrirsi gli bastavano pane e mela,
ed è ancora così.

Quando il bambino era bambino,
le bacche gli cadevano in mano come solo le bacche sanno cadere,
ed è ancora così,
le noci fresche gli raspavano la lingua,
ed è ancora così,
a ogni monte,
sentiva nostalgia per una montagna ancora più alta,
e in ogni città,
sentiva nostalgia per una città ancora più grande,
ed è ancora così,
sulla cima di un albero prendeva le ciliegie tutto euforico,
com’è ancora oggi,
aveva timore davanti a ogni estraneo,
e continua ad averlo,
aspettava la prima neve,
e continua ad aspettarla.

Quando il bambino era bambino,
lanciava contro l’albero un bastone come fosse una lancia,
che ancora continua a vibrare.

#IncipitDiDonne, #DonneInArte

#DonneInArte inaugura uno dei suoi hashtag ‘senza tempo’:

*** #IncipitDiDonne ***

Ascolta il passo breve delle cose – assai più breve delle tue finestre.
– Alda Merini

Incipit Finestra Gilbert Garcin Ascolta il passo breve delle cose - assai più breve delle tue finestre Merini

Gilbert Garcin

Natale non sarà Natale senza regali, borbottò Jo, stesa sul tappeto. – Piccole Donne, Louisa May Alcott

Incipit Natale non sarà Natale senza regali, borbottò Jo, stesa sul tappeto. Piccole Donne Louisa May Alcott

Il mio segreto è una memoria che agisce a volte per terribilità. – Maria Bellonci

Incipit Il mio segreto è una memoria che agisce a volte per terribilità. Maria Bellonci Richard Burlet

Richard Burlet

Non c’è posto al mondo che io ami più della cucina. BananaYoshimoto

Incipit Non c'è posto al mondo che io ami più della cucina. BananaYoshimoto Sophia Loren La Ciociara 1960

Sophia Loren, La Ciociara 1960

La Primavera delle #DonneInArte, #LadreDiPrimavera di Alessandra Coscino

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Teneramente avvolta dal sole, cullata dalla luna, brilla lieve, lasciando che l’inverno freddo, rassicurante ed inteso possa riposare, la Primavera.

Dal luogo più riparato e luminoso dell’anima giunge, la Primavera.

Girl on here knees discharges a flower basket

Marie Ellenrieder , Girl on here knees discharges a flower basket 1841

Si manifesta con mite creatività, che ha sede tra l’osservatore e l’artista, la Primavera.

Ogni fiore che sboccia è una poesia, il volo degli uccelli è una pennellata nel cielo, delicati battiti d’ali delle farfalle accarezzano l’universo intero, in Primavera.

Sussurra risvegli e crea illusioni di luce e rinnovata volontà, la Primavera.

E’ un canto di fate che sfiorano languide i nostri pensieri, in un ritmo appena accennato, la Primavera.

E’ un atto d’amore tra le parole di speranza, è custode dei nostri pensieri di rinascita, la Primavera.

E’ magica estasi di sapori, sfumature ed odori, che evocano la sensazione del risveglio dell’anima, la Primavera.

Diveniamo #LadreDiPrimavera, come lettrici dipinte ci muoviamo nel mare d’argento, nel cielo di un azzurro magico, nel verde che spicca come un dono, tra parole colorate e quadri immensi, in Primavera.

Il posto di ognuna è un riflesso d’anime di cristallo, abbracciato dalle note di un infinito istante. Il nostro sorriso diviene luce, le nostre lacrime cocci di rugiada. Siamo fiori tra i rovi nel primo vento, spargiamo sogni, raccogliamo tristezza. Improvvisiamo danze silenziose percorrendo ricordi. Stregate dal tempo lento disegniamo ritratti di bellezza e dolore. Oscilliamo tra silenzi sfiorati, senza rumore combattiamo, in Primavera.

di Alessandra Coscino

pubblicato da Consuelo Modesti sul Blog “La pecora in Kashmeer