SONO SOLO FAVOLETTE

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C’è stato un periodo in cui guardavo Napoli da una cartina per ripercorrerne la storia dal disegno delle sue strade. Preparavo un esame ed  era il pretesto per conoscere meglio quel posto che sentivo già mio. Tale è rimasto finché, conclusi gli studi, non ho fatto ritorno alla mia provincia. Da quel momento, l’ambulante che vendeva CD tarocchi ha smesso di salutarmi quando mi vedeva passare. Non per maleducazione. Non per cattiveria. È che la gente di strada dimentica velocemente l’appartenenza di chi non c’è.  Ma, prima di essere cliente a quella bancarella, ero stato bambino, acquirente indiretto al negozio di giocattoli alla Sanità. Mi ci portava una zia a comprare pazzielle per tenermi buono. Solo così tornavo a casa senza lagne. La via del ritorno era tetra, specialmente quando d’inverno la pioggia bagnava i basoli. Diventavano cascate di catrame incapaci a spegnere le mie tentazioni lungo il cammino. Avevano immagini ben precise. Era…

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