Carlo Carrà, “Le figlie di Loth”, 1919
Museo di Arte Contemporanea di Trento e Rovereto.

In questo dipinto si può ammirare il superamento della Metafisica, attraverso la ricerca di un’immagine classico-arcaica che lo portò verso un processo di semplificazione formale e di “idealizzazione geometrica” del reale; in tale capolavoro si può riscontrare il recupero sia della tradizione della cultura italiana, sia del linguaggio plastico di Giotto e Masaccio.
In questa tela la volontà di rifarsi alla tradizione pittorica trecentesca è evidente nella semplicità degli elementi compositivi e nella scelta iconografica, sebbene il racconto biblico viene identificato solo attraverso il titolo, poiché nessun dettaglio fa pensare che le due figure femminili siano, in realtà, le figlie di Loth. La spazialità spoglia, i colori intensi e la costruzione austera delle due donne e dell’animale sono elementi ispirati chiaramente agli affreschi e alle tavole giottesche, nell’ impianto formale, dunque, ma anche contenutistico. L’atmosfera è enigmatica, caratterizzata da una sospensione di ascendenza ancora metafisica, dove l’aspetto aneddotico dell’immagine viene bloccato in un’immobilità misteriosa. Del dipinto esiste un disegno preparatorio, del medesimo anno, dove si notano parecchi ripensamenti nella disposizione delle figure e nel paesaggio dello sfondo.
– fonti: Babel Arte, Rete

LOT (ebraico Lōṭ). – Nella Bibbia, figlio di Ḥaran e nipote di Abramo. Insieme a quest’ultimo andò a Ḥarrān, in Mesopotamia, quindi in Canaan. Successivamente si staccò dallo zio, recandosi nella regione della Pentapoli del Mar Morto. Qui fu fatto prigioniero da Codorlaomor, ma fu poi liberato da Abramo. Scampò alla distruzione di Sodoma, mentre sua moglie fu trasformata in una statua di sale. Le due sue figlie commisero incesto con lui ubriaco e ne nacquero Moab e Ammon, capostipiti dei Moabiti e degli Ammoniti.Da taluni critici moderni molti tratti della figura di L. sono considerati eponimici, in quanto rappresenterebbero fatti avvenuti, non a singole persone, ma a collettività; ad es. l’incesto di L. con le sue figlie sarebbe il ricordo simbolico di fusioni avvenute fra clan o tribù affini. Qualcuno ritiene L. figura totalmente eponimica.
– fonte Treccani.it, Enciclopedia online

Le figlie di Loth Carrà

 

 

Figlie Le figlie di Loth Carrà Schema compositivo

Schema Compositivo

L’insegnamento di Giotto è riconoscibile nei volumi essenziali delle figure femminili e del cane, nell’ambientazione spoglia, costruita attraverso pochi elementi, nella severità delle forme. Rispetto ai dipinti giotteschi, qui prevale un’atmosfera enigmatica e sospesa, quasi misteriosa. Un disegno preparatorio rivela numerosi ripensamenti, nelle figure e nel paesaggio, verso una progressiva, austera essenzialità.

 

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