«La malattia ti dà la libertà. Essa ti rende… ecco, ora mi sovviene la parola che non ho mai usata! Ti rende geniale». – Thomas Mann, La Montagna incantata.

Nel tempo della Cura, si cerca di conquistare un attimo, aspettando. L’attesa, in fondo è speranza. La malattia segue un sentiero inesorabile ed imprevedibile, tra vita e morte. Prima che il vento porti via chi non ha potuto proseguire e che la vita consegni una dolorosa accettazione a chi resta, si respira l’esistenza. Scalano adagio, le persone ammalate, una montagna magica di amori incantati e angoscia lieve e lancinante. Divengono un’identità riflessa attraverso chi occhi di chi le ama, di un genitore che accompagna la figlia a curarsi, di un’amica angosciata, di un compagno addolorato e presente senza far rumore, dei loro teneri figli.

La Cura. Possibile o impossibile. Si è responsabili sempre, in parte, degli accadimenti della propria vita. Il corpo è la parte delle sensazioni che si tocca, una parte di noi si ammala, l’altra si cura. In questo interregno c’è il passaggio, vitale, della Prevenzione. Vi sono ‘numeri’ che confermano che la guarigione di un paziente dipende in larga parte dalla sua reazione psichica e che, quando presa per tempo, la patologia può essere superata. Bisogna essere coraggiosi ed avvicinarsi al pensiero della nostra propria morte, così da avere la capacità di controllare il proprio stato di salute, volendosi bene. Di solito si cerca di risolvere i problemi medici, l’intelligenza risiede nel prevenirli. I bravi medici sono coloro che danno la motivazione a prendersi cura di sé, prima, anziché limitarsi a prescrivere terapie, dopo.

La prevenzione è importante, poiché da essa dipende tante volte la nostra stessa vita. Nessuno di noi è intoccabile, ma ciascuno di noi ha le risorse per potersi lasciare sfiorare da un male anziché esserne vittima. Tante sono, purtroppo, le storie di persone a me care che hanno dovuto affrontare ‘l’intrusa’. E sempre, perlomeno nelle situazioni che ho vissuto da vicino, la differenza è stata lo ‘stadio’ della malattia nel momento in cui si è svelata. Coloro che, facendo controlli puntuali e costanti, hanno potuto diagnosticare presto il disturbo, sono poi guariti, anche se hanno dovuto affrontare un percorso talvolta davvero terribile. Invece, chi ha scoperto tardi di stare male, ha sì combattuto, ma invano.

Non è facile consegnare la mia esperienza in poche righe ma, forse, può essere d’aiuto. Nessun gesto, per quanto piccolo possa apparire, è vano. Ed io spero che queste mie parole possano in qualche modo donare agli altri un accenno di consapevolezza.

ALESSANDRA COSCINO, #DonneInArte

pubblicato su: http://www.giornaleilcaffe.it/2017/05/23/la-cura-la-malattia-passaggio-vitale-della-prevenzione/

Rafal Olbinski

Rafal Olbinski

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